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My two cents.

Alias: la mia opinione mai richiesta.

 

 

L’espressione anglofona “My two cents” viene utilizzata nel linguaggio comune per indicare l’espressione di un’opinione generalmente non richiesta ed a titolo completamente gratuito (via Wikipedia).  Ora vi spiego il perché di questo mio articoletto.

Ogni mattina, appena accendo la televisione e guardo la rassegna stampa e le ultime notizie, sento sempre parlare di scontri tra varie fazioni (razziali, politiche, sportive, religiose e qualsiasi altra categoria esista a questo mondo) e dispute online sui social network. Poi basta aprire un qualsiasi social, sia esso Facebook, Twitter, Instagram, forse anche Linkedin, per scoprire un mondo di rissosità e cattiveria come mai ne ho visti da trent’anni a questa parte.

Chiariamoci subito: la mia non vuole essere una presa di posizione a favore di questa o quella parte. Qualsiasi esempio io porterò in questo mio articolo resta solo ed esclusivamente un esempio!

I social network sono stati creati per unire le persone, per consentire loro di rimanere in contatto, comunicare anche se a distanza, scambiarsi informazioni e, perché no, farsi anche pubblicità. Sono sempre stati utilizzati in questo modo, ma con l’andare del tempo si è capito che con il social network si può arrivare direttamente alla persona che ci interessa, interagire ed avere uno scambio diretto con il soggetto interessato anche se a distanza di chilometri. Fino a qui è tutto bellissimo, ma esiste l’altra faccia della medaglia. Una faccia negativa, piena di odio e disprezzo. I social network hanno permesso il diffondersi dei cosiddetti “leoni da tastiera” che vomitano odio e insulti a titolo gratuito contro chiunque gli capiti a tiro. Una volta non sarebbe mai potuta accadere una cosa simile. Una volta si andava diritti dal nostro avversario e gliene si dicevano quattro in faccia, se si aveva il coraggio. Ora è più semplice nascondersi dietro un nick name e lanciarsi in invettive maligne e malvagie contro tutto e tutti. E solo con lo scopo di aumentare il numero di follower.

Ultimamente ho sentito della concorrente di Miss Italia che, amputata di un piede, si è vista accusare di ricevere voti solo perché presenta una disabilità e non per la sua bellezza aggiungendo infine che fa schifo. La ragazza ha giustamente risposto che se a lei manca un piede, a chi ha scritto una cattiveria simile manca molto di più. La domanda da porsi è: perché? Perché offendere e prendersela con chi affronta la vita con orgoglio anche se non è facile, piuttosto che ammirare la sua caparbietà e voglia di andare avanti nonostante ciò che le è successo? Senza contare che è una bella ragazza. Questo odiare l’altro, senza un’argomentazione che possa definirsi giusta, che senso ha? dove porta?

Passiamo al prossimo esempio. Lo sport. Anche qui è doverosa la premessa: io non sono un tifoso di calcio, non mi interessa e neanche lo seguo. Seguo, però,le notizie quotidiane e sono rimasto sorpreso in negativo quando ho sentito che un “hater” ha augurato a Leonardo Bonucci la morte di entrambi i figli. E di nuovo: perché? Che ti hanno fatto i bambini? Il padre ha fatto gol alla tua squadra e tu gli auguri il peggior incubo che un genitore possa avere? Ha cambiato maglia e ha tradito la tua “fede” (che poi questa ancora la devo capire)? Cosa te ne viene in tasca a te? Ma come fai ad augurare la morte a due bambini!?! Davvero, come si fa? Sarà che sono diventato genitore da poco e questa cosa mi tocca ancora di più, ma anche senza un figlio per me è sempre una cosa inaccettabile! Vogliamo parlare di altri sport? Motomondiale (Rossi vs Marquez)? Formula 1 (Hamilton vs Vettel, Ferrari contro tutti)? Nuoto (la Pellegrini e le sue scelte)? Pallavolo (il povero Zaytsev reo di aver orgogliosamente vaccinato il suo bimbo)?  Odio e ancora odio. O forse rancore. O ancora ottusa ignoranza accompagnata dal peggiore dei sentimenti: invidia.

Può parlarsi di invidia se si fa riferimento a personaggi pubblici che fanno parlare di se nel bene o nel male? Le scelte di ognuno sono opinabili, possono essere più o meno condivise, ma restano scelte di chi le fa. Se non ci piacciono o non ci vanno giù, basta non seguire più quei soggetti. O i loro familiari. Qualche giorno fa si è sposata la coppia dei Ferragnez con una risonanza mediatica da fare invidia al matrimonio di Henry e Megan d’Inghilterra. Forse persino la Regina Elisabetta voleva essere invitata. Ma non è tanto del matrimonio su cui voglio fermarmi, ma sul contorno. E anche qui premessa: non mi occupo di gossip, non lo leggo né in spiaggia né dal barbiere o da qualsiasi altra parte si legga. Preferisco fare le parole crociate in spiaggia. L’eco mediatico del matrimonio ha scatenato una nuova ondata di haters come di followers. Ma se non vi piace stare a sentire del matrimonio dei due, zittite l’hastag, bloccate l’account, ignorateli bellamente. Non è necessario riversare on line quintali di odio, parole inutili e accuse. Non vogliono battezzare il loro bambino? Problemi loro!! Che vi interessa a voi? Ci perdete il sonno? La sorella della Ferragni (per me emerita sconosciuta) è stata insultata perché non è fisicamente come la più famosa esponente di famiglia. E quindi? Devono essere tutti uguali? Dobbiamo essere tutti uguali e bellissimi? O solo perché sono sorelle devono essere entrambe inarrivabili?… Bah.. non capisco proprio.

Da ultimo e non meno importante, la politica. E ancora una volta la premessa: non mi interessa niente di chi è al governo e chi no. Io ho fatto la mia scelta, condivisibile o meno, e resta mia. Non esprimerò nessun parere politico né tanto meno una preferenza a questo piuttosto che a quel partito. Mi limito soltanto a fare un’analisi oggettiva (almeno spero) di quanto accade. Il governo attualmente alla guida del paese è formato da una coalizione di due partiti. O meglio, uno è un partito, l’altro un movimento. Tecnicamente nessuno dei due ha i numeri per governare solo, ma messi insieme (tenuti con gli elastici) sono riusciti a formare una compagine di governo. Ma come ogni elezione che si rispetti ci sono i pro governo e i contro governo. Ma non è tanto questo il punto della questione. Il problema sta nell’uso distorto e violento dei social network da parte di coloro che si schierano pro e contro il governo. Gli insulti volano, le minacce non si contano più, le promesse di “fargliela pagare” sono all’ordine del giorno. E per cosa poi? per difendere, se così si può dire, questo o quel personaggio.

Ma la libertà di opinione non è più contemplata in Italia? si deve obbligatoriamente dare contro con tanta veemenza con chi non è in sintonia con il pensiero dello scrivente? Ogni volta che apro Twitter (non ho Facebook) non faccio altro che leggere di liti continue, minacce, insulti, dare dell’imbecille piuttosto che dell’idiota o anche peggio a chi non è concorde col pensiero altrui. Ma dove siamo finiti? e dove andremo a finire con una deriva così aggressiva nel porsi col proprio vicino? Già Facebook ha allontanato le persone. Una volta si chiamava l’amico e si organizzava l’uscita per vedersi. Ora si fa chat via Facebook e si sta a casa comodamente sul divano. Che senso ha? Che senso ha usare uno strumento che dovrebbe mirare all’unità e all’interscambio libero di opinione e pensieri se poi lo si usa per isolarsi dal mondo e offendere il prossimo?

 

My Two cents, appunto…

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